E’ uscito in questi giorni il nuovo libro di Daniele E. Iadicicco “Storia documentale DEI GATTOLA DI GAETA”. Il testo prodotto interamente dall’Associazione Culturale Terraurunca, di cui Iadicicco è Presidente, ripercorre la storia di questa famiglia di origine gaetana che ha attraversato 1000 anni di storia, accompagnando la storia della città di Gaeta, e rendendosi sempre protagonista della vita politica nazionale e non solo del Sud Italia, resistendo ai secoli ed agli innumerevoli cambi di potere, partendo dal XI secolo fino all’unità d’Italia e oltre.
Il libro è nato – spiega Iadicicco – da una semplice ricerca, come ne faccio tante per il nostro portale storico terraurunca.it. Il fatto è che il materiale sulla famiglia Gattola ha iniziato a saltar fuori ovunque: a Gaeta come in tutto il golfo, in Italia come all’estero, ho iniziato a ripercorrere i secoli scoprendo testimonianze di personaggi interessanti e luoghi legati a questa famiglia.
Questo nuovo testo, solo apparentemente relegato a semplice storia familiare, è una vivida testimonianza del sistema religioso, aristocratico oltre che politico di Gaeta, attraverso di esso si scoprono momenti di storia locale, difficilmente individuabili se non nelle vicende dei personaggi che le ripercorrono. Le ricche testimonianze fotografiche e documentali ci mostrano come ancora oggi, come tra palazzi storici e chiese possiamo scorgere testimonianze di questa famiglia e come in questi luoghi si siano svolti momenti anche significativi della storia nostrana. Dal Palazzo del Marchese Gattola a Piazza Traniello a Gaeta in cui si celebrò l’imeneo nuziale di Re Carlo di Borbone con Maria Amalia di Sassonia, fino alla tomba di Riccardo Gattola del XV secolo che dalla Chiesa di San Francesco a Gaeta se ne ritrovano tracce nel Walters Art Museum di Baltimora negli USA. Il libro sarà ufficialmente presentato prossimamente a Gaeta.
Fonte :http://www.terraurunca.it/cultura/documenti/1326-storia-documentale-qdei-gattola-di-gaetaq.html






L’importanza dello sport come motore di integrazione e prevenzione del disagio giovanile, elemento imprescindibile per la promozione della responsabilità sociale. E’ il tema al centro del convegno “14-19 Sport a scuola”, organizzato dall’Opes Italia, ente di promozione sportiva riconosciuto dal Coni, e andato in scena il 14 Novembre 2013 presso l’Istituto Tecnico Agrario “Giuseppe Garibaldi” di Roma. “Creare una scuola dello sport è l’obiettivo che va perseguito con determinazione, per radicare una nuova cultura, fondata su basi solide e capace di regalare una prospettiva di crescita al movimento agonistico con evidenti benefici sotto il profilo sociale”. Le parole del presidente del Coni, Giovanni Malagò, intervenuto al dibattito a cui hanno preso parte, oltre agli studenti delle scuole superiori dell’Istituto, anche diverse personalità del mondo dello sport, tra i quali Simone Perrotta, ex calciatore e attualmente consigliere della Figc in quota al Settore Giovanile e Scolastico, il campione italiano Pesi Piuma, Mario Pisanti, e le ginnaste azzurre dell’Accademia di Roma Chiara Gandolfi e Giorgia Campana. “Purtroppo il Coni con la scuola non c’entra niente – ha attaccato il numero uno dello sport italiano – perché’ nel nostro Statuto la parola ‘scuola’ non esiste. Ma siccome lo Stato sull’argomento è rimasto molto indietro dal dopoguerra ad oggi, chi fa il mio mestiere deve aiutare lo Stato a portare lo sport nella scuola”. Entrando nel merito, Malagò ha anche fatto riferimento al progetto congiunto Miur-Coni “Alfabetizzazione Motoria”, spiegando che tra i prossimi obiettivi della sua gestione ci sarà anche quello di cambiarne il nome. A tal proposito, il progetto ha come obiettivo quello di promuovere l’attività sportiva nel territorio, per il benessere individuale, la coesione e lo sviluppo culturale ed economico del Paese, perché’ “tra i 14 e i 19 anni – ha spiegato ancora Malagò – il 40% dei ragazzi smette di fare sport e a oggi siamo il secondo paese dopo gli Usa per obesità. Questo non è più possibile”. “La mia speranza – ha detto Perrotta, rivolgendosi agli studenti – è che la scuola sia veramente pronta a portare lo sport nei propri istituti, che tutte queste belle parole ascoltate oggi non restino tali. Noi, come Settore Giovanile e Scolastico della Figc, abbiamo il dovere di valorizzare di più il calcio, e il Coni lo sport in generale. Siamo convinti che lo sport sia un trampolino di lancio per una vita migliore”. Al dibattito, oltre alle due ginnaste, doppio oro ai Giochi del Mediterraneo di Mersin, hanno preso parte anche gli altri campioni presenti e alcuni docenti scolastici, introdotti dal presidente della Opes Italia, Marco Perissa: “Oggi – le sue parole – abbiamo assistito a un dibattito che vorremmo fosse attivo ogni giorno nelle scuole – ha dichiarato inoltre il presidente dell’Opes Italia, Marco Perissa -, lo sport come motore di socializzazione primaria e come risposta al disagio giovanile”.
Sabato 28 settembre, in occasione delle “